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Discoteche chiuse: il settore dell’intrattenimento sempre più a rischio

Discoteche chiuse: il settore dell’intrattenimento sempre più a rischio

Era nell’aria già da qualche giorno ed è arrivata, inesorabile come un pugno in pieno stomaco.

L’ordinanza del Governo toglie discrezionalità alle Regione e impone, una volta per tutte, la chiusura obbligatoria delle sale da ballo in tutta Italia.

Con la nuova impennata di contagi in corso c’era ovviamente da aspettarselo, ciò non toglie che il settore delle discoteche, già provato dai mancati incassi del recente lock-down, entra così ufficialmente in una dimensione assai critica in cui viene a mancare un’intera stagione lavorativa.

I giovani sono i nuovi positivi al Covid

Fra le aggravanti che hanno contribuito alla chiusura forzata c’è ovviamente il calo dell’età dei nuovi positivi: non più gli anziani, ma i ragazzi, giovani e giovanissimi, che a quanto pare -complice l’estate- si assembrano nelle località turistiche italiane e non, specie nelle ore serali.

Da qui un altro nuovo obbligo: mascherina tassativa a partire dalle 18 e fino alle 6 del mattino, insomma negli orari più a rischio della movida.

Un settore profondamente a rischio

La notizia della stretta sulle discoteche ha allarmato non poco gli operatori del settore. Si parla orientativamente di una perdita di circa 4 miliardi di euro oltre che di un gran numero di attività sull’orlo della chiusura definitiva.

La Silb Fipe – Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo, è già sul piede di guerra e lamenta il fatto che “La discoteca è un grandioso capro espiatorio”.

Dall’altra parte il governo ha già promesso un ristoro per gli operatori, con risorse specifiche per ripianare il danno economico di una mancata estate.

Davvero il problema sono le discoteche?

Che le discoteche siano ad alto rischio assembramento non vi è alcun dubbio. Le migliaia di giovani riversati nei luoghi di vacanza -soprattutto al sud Italia-, sommati a tutti quelli che rientrano dalle destinazioni estere, sono veramente un pericoloso veicolo di contagio.

Ma l’allentamento delle misure precauzionali è un problema decisamente più generale. Diciamoci la verità: le accortezze prestate a marzo e aprile (mascherina, igienizzante mani, sanificazioni periodiche), sono oggi meno al centro della nostra attenzione. Abbiamo abbassato la guardia e il Coronavirus è tornato a colpire duramente.

Discoteche o no, la prevenzione resta la sola ed unica arma che abbiamo e dobbiamo usarla o non torneremo più a divertirci spensierati come abbiamo sempre fatto prima.

 

 

 

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