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Che cosa accadrà al mondo degli eventi dopo il coronavirus

di Massimo Longo 

CHE COSA ACCADRÀ AL MONDO DEGLI EVENTI DOPO IL CORONAVIRUS

Il 2019 è stato un Anno positivo per il settore del turismo, delle fiere specializzate, ma anche per il commercio e il settori degli eventi: si era registrata effettivamente una leggera crescita.

In particolare il settore Eventi e Turismo aveva visto un aumento del 7%, tanto che tutti gli operatori del settore erano già già proiettati con grande ottimismo nella programmazione degli Eventi 2020, con un aumento stimato tra il 9% e 11%.

Mai potevamo immaginare cosa ci avrebbe riservato il 2020

Data l’improvvisa esplosione del Coronavirus, l’11 marzo 2020 sono state varate nuove restrizioni per tutta l’Italia con un DPCM firmato dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, allo scopo di fronteggiare e frenare il velocissimo contagio del Coronavirus.

Così sono stati sospesi tutti gli eventi che comportano assembramenti di persone e per i quali non è possibile immaginare il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Vengono cancellati: congressi, meeting lavorativi, riunioni e tutti gli eventi, inclusi quelli teatrali, ludici, pubblici e privati.

TUTTA L’ITALIA SI FERMA

Le misure applicate dal governo per limitare il contagio erano assolutamente indispensabili, ma con la chiusura immediata di Discoteche, mostre, concerti, musica live ecc., fanno presagire, secondo gli esperti, una perdita in termini di crescita di almeno un anno.

PARLIAMO DI NUMERI: LA CRISI CHE RISULTERA’ A CAUSA DEL CO-VID 19

La Confindustria Cultura ha già stimato perdite per un importo di 5-7 miliardi di euro.

Il turismo e gli Eventi, neanche a dirlo, sono fra i settori che ne risentiranno di più.

La Expo Event, Associazione di Fiere ed Eventi Svizzera, ha calcolato un danno che supera i 150 milioni.

Per l’Assomusica, la musica dal vivo registrerà una perdita non inferiore ai 12,5 milioni di euro.

Con la cancellazione di 7400 concerti musicali e teatrali e rinvii del 80% degli eventi, per i professionisti del settore sembra uno scenario da incubo.

Un evento che stimava un giro di affari di circa 60 milioni era il Carnevale di Venezia, ma anche questo è stato sospeso in anticipo.

CERTO, TUTTI ORA CI DICIAMO CHE

I creativi sono tutti in ginocchio: pensate per esempio a un dj, che deve pagare il mutuo ma non può suonare perché i locali sono chiusi.
Quelli che subiranno i danni più gravi sono proprio gli artisti, i tecnici e le compagnie teatrali, il cui contratto rischia di essere rescisso.

In una fase come questa bisogna guardare avanti

Tutto vero: questo è un momento terribile, che però sotto sotto ci sta offrendo una grande opportunità.

Ci sta permettendo di capire l’importanza di quel rapporto umano a cui non davamo più valore, “lo stare insieme”, un valore che molto presto verrà riacquistato, e certo avremo paura, ma insieme ne usciremo.

Dopo questo isolamento, dopo mesi di contatti esclusivamente digitali, magari per un po’ avremo la nausea da smartphone e la voglia di stare insieme, uscire e respirare anche una nuova aria nelle nostre città dato il crollo dei livelli di inquinamento.

In questo momento come non mai bisogna cominciare a pensare alle strategie da attuare quando, finalmente, tutte le attività verranno riaperte e organizzare un grande evento sarà liberatorio per tutti noi, ci porterà gioia e dimostrerà che possiamo stare di nuovo vicini, anche fisicamente.

Un saluto da
Massimo Longo

Sales Manager Italy.

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